Statuto

A.N.M.A.: STATUTO E REGOLAMENTO

1. – STATUTO DELL’A.N.M.A. ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI AMMINISTRATIVI
(testo aggiornato con le modifiche apportate agli artt. 1, 10 comma 1 e 11 comma 3, giusta deliberazione dell’Assemblea generale del 13 marzo 2013)
Capo I DENOMINAZIONE, SCOPI E PATRIMONIO DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 1 Costituzione
È costituita l’Associazione Nazionale Magi­strati Amministrativi – A.N.M.A. – con sede in Roma – presso il TAR del Lazio – via Flaminia, 189.

Art. 2 Scopi
1. L’Associazione si propone i seguenti scopi:a) dare opera affinché le funzioni, le pre­rogative ed il prestigio degli organi della giu­stizia amministrativa siano garantiti secondo i principi fissati nella Costituzione repubblicana;
a) dare opera affinché le funzioni, le pre­rogative ed il prestigio degli organi della giu­stizia amministrativa siano garantiti secondo i principi fissati nella Costituzione repubblicana;
b) propugnare l’attuazione di un ordina­mento della giustizia amministrativa che rea­lizzi la più completa tutela della giustizia nella Amministrazione in conformità delle esigenze dello Stato di diritto in regime democratico ed in conformità dei principi della Costituzione;
c) tutelare gli interessi morali ed econo­mici dei magistrati amministrativi;
d) dare il proprio contributo tecnico-pro­fessionale alla elaborazione delle riforme legi­slative attinenti alle pubbliche istituzioni re­pubblicane;
e) assumere iniziative di carattere assi­stenziale e previdenziale.
2. L’Associazione – autonoma ed indipen­dente – ispira la propria attività all’attua­zione più completa dei valori di libertà e democrazia affermati nella Carta Costituzionale.
3. Essa potrà federarsi con altre consimili associazioni.

Art. 3 Patrimonio
II patrimonio dell’Associazione è costituito dai contributi dei soci e da eventuali legati e donazioni.
Capo II DEI SOCI

Art. 4 Ammissione
1. Sono ammessi a far parte dell’Associa­zione i magistrati amministrativi in servizio presso gli organi della giustizia amministrativa (Consiglio di Stato – Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana – Tri­bunali Amministrativi Regionali – Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa per il Trentino Alto Adige).
2. Essi sono eleggibili alle cariche dell’As­sociazione. Le cariche sociali sono incompati­bili con la condizione di fuori ruolo.
3. Gli iscritti collocati a riposo continuano a far parte dell’Associazione a titolo onorario.

Art. 5 Quote sociali
I soci sono tenuti al pagamento:
a) di una quota di iscrizione di L. 5.000;
b) di una quota sociale annua, da stabi­lirsi anno per anno dal Consiglio direttivo.
Art. 6 Perdita qualità di socio
1. La qualità di socio ordinario si perde:
a) per dimissioni;
b) per cessazione della qualità di magi­strato amministrativo;
c) per esclusione.
2. Durante il procedimento per l’esclusione può essere sospeso l’esercizio dei diritti so­ciali. Il socio dimissionario è tenuto al paga­mento della quota sociale per l’anno in corso.

Art. 7 Esclusione
1. Può essere escluso il socio che abbia fatto opera contraria ai fini dell’Associazione.
2. L’esclusione ai sensi del primo comma del presente articolo e la riammissione del socio escluso sono deliberate dal Consiglio di­rettivo a maggioranza assoluta dei suoi mem­bri. Contro il deliberato del Consiglio è am­messo reclamo all’ Assemblea generale, entro 30 giorni dalla notifica del deliberato mede­simo.

Art. 8 Morosità
II socio moroso nel pagamento di due an­nualità è sospeso dai diritti sociali e può es­sere dichiarato dimissionario dal Consiglio di­rettivo qualora – dopo regolare diffida – persista nella morosità. Egli può chiedere di essere riammesso purché effettui il pagamento di tutte le quote dovute. La riammissione è decisa dal Consiglio direttivo.

Capo III ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
Art. 9
Elencazione
1. Sono organi necessari dell’ Associazione:
a) l’Assemblea generale;
b) il Presidente;
c) il Consiglio direttivo;
d) la Giunta esecutiva;
e) il Collegio dei revisori.
2. Sono organi eventuali:
a) le Assemblee zonali;
b) i Consigli zonali.

Art. 10 Assemblea generaleComposizione e funzioni
1. L’Assemblea generale,che può tenersi oltre che presso la sede istituzionale anche in ogni altro luogo dove la stessa è ritualmente convocata, si compone di tutti i soci ordinari aventi diritto al voto.
2. L’Assemblea generale è organo delibe­rante dell’Associazione su tutte le materie ine­renti agli scopi di cui all’art. 2, eccettuate quelle espressamente devolute – a norma del presente statuto – al Consiglio direttivo ed alla Giunta esecutiva.
3. L’assemblea generale provvede all’elezio­ne del Consiglio direttivo e del Collegio dei revisori.
4. Essa delibera sia in sede ordinaria che straordinaria.

Art.11 Assemblea generaleConvocazioni
1. L’Assemblea generale ordinaria si riuni­sce ogni anno per l’approvazione dei bilanci di cui all’art. 16, lett. b).
2. L’assemblea generale è convocata in via straordinaria su delibera del Consiglio diret­tivo ovvero su richiesta di un’assemblea zonale o di un sesto dei soci.
3. L’avviso di convocazione dell’Assemblea generale deve essere comunicatoai soci, tramite e-mail all’indirizzo istituzionale di posta elettronica ovvero a quello diverso previamente comunicato all’ANMA, al­meno dieci giorni prima della data fissata e deve indicare la data sia della prima che della seconda convocazione e l’ordine del giorno dei lavori.

Art. 12 Assemblea generaleSvolgimento
1. L’Assemblea generale è validamente co­stituita in prima convocazione quando sia pre­sente almeno un terzo dei soci iscritti ed aventi diritto al voto. Se non sia raggiunto il nu­mero legale, l’Assemblea si riunisce in seconda convocazione nel giorno e nell’ora indicati a termine dell’articolo precedente. L’Assemblea, prima di iniziare i suoi lavori, elegge un pre­sidente, un segretario e, in caso di votazioni, l’ufficio elettore, composto da un presidente e da quattro scrutatori.
2. Le delibere sono prese a maggioranza assoluta dei voti e ad esse sono tenuti ad uni­formarsi gli organi sociali nella loro azione. Le votazioni avvengono per alzata di mano o per divisione secondo quanto determina il pre­sidente dell’Assemblea; la votazione per ap­pello nominale deve essere chiesta da almeno dieci soci.
3. Le votazioni per le cariche sociali e quelle per le mozioni di sfiducia si effettuano per scrutinio segreto. Nelle votazioni per le cariche sociali sono proclamati eletti i soci che ottengono il maggior numero di voti; a parità di voti sono eletti i più anziani nel ruolo.

Art. 13 Assemblea generale – Deleghe
Salvo che in materia elettorale, ove il di­ritto di voto si esprime esclusivamente di per­sona anche mediante invio per lettera con ga­ranzia di segretezza, secondo le modalità sta­bilite dal Consiglio direttivo, i soci possono delegare ad altri soci il diritto di voto nel­l’Assemblea generale. Ciascun socio non può avere più di una delega.

Art. 14 Presidente e vice-presidente
1. Il Presidente del Consiglio direttivo ha la rappresentanza legale dell’Associazione, non­ché convoca e presiede il Consiglio medesimo.
2. Il Vice-Presidente, in caso di assenza o impedimento del Presidente, ne esercita i po­teri.

Art. 15 Consiglio direttivoDurata e composizione
1. il Consiglio direttivo si compone di 15 membri e dura in carica tre anni.
2. È incompatibile la carica di membro del Consiglio direttivo con quella di membro ef­fettivo del Consiglio di Presidenza della Giu­stizia Amministrativa.

Art. 16 Consiglio direttivoAttribuzioni e riunioni
1. Al Consiglio direttivo compete:
a) compiere gli atti necessari all’attua­zione dei deliberati dell’Assemblea generale e della politica associativa da essa fissata;
b) approvare le proposte di bilancio e di rendiconto consuntivo da sottoporre all’ Assemblea generale;
c) approvare le proposte di modifica del­lo Statuto di cui al successivo art. 25;
d) deliberare la convocazione dell’Assem­blea medesima;
e) nominare al proprio interno il Pre­sidente, che assume la carica di Presidente dell’A.N.M.A., il Vice-Presidente ed il Segre­tario generale;
f) nominare la Giunta esecutiva e deci­dere sulle mozioni di sfiducia della stessa;
g) indire le elezioni per il rinnovo dei propri mèmbri;
h) nominare il Segretario amministrativo dell’Associazione;
i) approvare i regolamenti occorrenti per l’esecuzione delle disposizioni del presente Sta­tuto;
l) modificare l’importo della quota di iscrizione e fissare la quota sociale annua di cui all’art. 5;
m) organizzare convegni ad esclusivo sco­po di studio.
2. Il Consiglio direttivo si riunisce almeno quattro volte l’anno ed è di norma convocato dalla Giunta esecutiva o dal Presidente. E’ inoltre convocato su richiesta di quattro mem­bri del Consiglio stesso, ovvero di due membri della Giunta esecutiva oppure su istanza di un’Assemblea zonale o di un Consiglio zonale con le modalità di cui all’art. 21. In tal caso alle sedute del Consiglio direttivo ha facoltà di assistere senza diritto di voto un rappresen­tante del Consiglio o dell’Assemblea zonale che abbia promosso la riunione. Alle sedute del Consiglio direttivo hanno – altresì – fa­coltà di assistere senza diritto di voto e di intervento singoli associati.
3. Il Consiglio direttivo delibera con la pre­senza della maggioranza dei suoi membri.
4. Il calendario delle sedute deve essere adeguatamente pubblicizzato. Il verbale delle sedute è a disposizione di tutti gli associati.

Art. 17 Consiglio direttivoElezioni
1. Nove membri del Consiglio direttivo so­no eletti dall’Assemblea su base nazionale, con voto personale non delegabile e con un nu­mero di preferenze non superiore a cinque.
2. I rimanenti sei membri sono eletti su base multiregionale, con voto personale non delegabile e con una sola preferenza. A tal fine l’Italia è divisa in 6 collegi elettorali:
– 1° Collegio: Valle d’Aosta, Piemonte, Li­guria e Lombardia;
– 2° Collegio: Trentino Alto Adige, Vene­to, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna;
– 3° Collegio: Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise;
– 4° Collegio: Lazio;
– 5° Collegio: Campania e Puglia;
– 6° Collegio: Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
I magistrati del Consiglio di Stato si con­siderano appartenenti al 4° Collegio, quelli del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regionale Siciliana al 6° Collegio.
3. Sia l’elettorato attivo che quello passivo sono composti dai soci in servizio presso gli organi di giustizia amministrativa appartenenti a ciascun collegio elettorale.
4. In caso di trasferimento del magistrato così eletto in sede giurisdizionale di altro col­legio, prima di sei mesi dal termine del suo mandato, il magistrato è sostituito dal primo dei non eletti nel collegio di appartenenza del medesimo.
5. È possibile candidarsi insieme nel col­legio nazionale e nel collegio elettorale di ap­partenenza. In caso di elezione in ambedue i collegi il candidato eletto dovrà esercitare il diritto di opzione per uno di essi entro 15 giorni dalla proclamazione degli eletti. Decorso il termine suddetto senza che sia stata effet­tuata l’opzione, il candidato si intende eletto nel collegio multiregionale di appartenenza.
6. Le candidature devono pervenire all’As­sociazione 30 giorni prima della data delle elezioni.
7. Le operazioni elettorali si svolgono in un medesimo giorno oltre che presso la sede del­l’Associazione – ove sono costituite sette urne, la prima per il collegio nazionale e le altre per ciascun collegio mutiregionale – anche presso la sede di un tribunale di ciascun collegio multiregionale da determinare. È consentito comunque il voto per posta.
8. Con un regolamento, approvato dal Con­siglio direttivo ai sensi dell’alt. 16. 1° comma, lett. i), verranno determinate le modalità se­condo le quali dovrà essere espresso il voto per posta, nonché indicati i TAR sede delle ope­razioni elettorali di ciascun collegio multire­gionale. In essi sono costituite due urne, la prima per il collegio nazionale e la seconda per il relativo collegio mutiregionale. In tali sedi il numero degli scrutatori è ridotto a due.

Art. 18 Mozione di sfiducia
All’Assemblea generale può essere presen­tata una mozione di sfiducia al Consiglio di­rettivo da parte di due Assemblee zonali o di almeno un terzo dei soci. Le votazioni sulla mozione avranno luogo per appello nominale e la mozione dovrà essere approvata a maggio­ranza assoluta dei soci presenti e di quelli rappresentati.
Art. 19 Giunta esecutivaComposizione ed attribuzioni
1. La Giunta esecutiva è formata dal se­gretario generale e da altri quattro membri anch’essi nominati dal Consiglio direttivo al proprio interno con votazione per appello no­minale ed a maggioranza assoluta dei membri del Consiglio stesso. Nel caso non si riesca a formare -la maggioranza si procede a scrutinio con voto segreto ed ogni componente ha di­ritto a tre voti di preferenza.
2. La Giunta esecutiva è coordinata dal Se­gretario generale ed è competente ad attuare in concreto e con continuità la politica associativa, in conformità delle direttive e delle decisioni del Consiglio direttivo e sotto il con­trollo di questo.
3. La Giunta esecutiva delibera con la pre­senza della maggioranza dei suoi membri.
4. Al Consiglio direttivo può essere presen­tata una mozione di sfiducia alla Giunta da parte di almeno un terzo dei suoi membri. La mozione deve contestualmente proporre la composizione della nuova Giunta esecutiva.
5. La mozione nonché la proposta di no­mina della nuova Giunta sono approvate a maggioranza assoluta dei membri del Consiglio direttivo mediante voto per appello no­minale.
6. Funzioni esecutive diverse da quella di rappresentanza e da quella vicaria di cui all’art. 14, possono essere demandate dal Con­siglio direttivo anche a propri componenti non membri della Giunta esecutiva, d’intesa con questa.
7. La Giunta esecutiva esercita le proprie funzioni sia tramite deliberazioni collegiali sia mediante delega ai suoi membri di specifici adempimenti.
8. In via d’urgenza la Giunta esecutiva può adottare i provvedimenti necessari di com­petenza del Consiglio direttivo, con obbligo di sottoporre quanto deliberato a ratifica dello stesso. A tale scopo la Giunta esercita il po­tere di convocazione di cui all’art. 16, 2° com­ma, dandone immediata comunicazione a tutti i membri.
9. Il Segretario generale può, in via d’ur­genza, adottare i provvedimenti necessari di competenza della Giunta esecutiva, con l’ob­bligo di sottoporli al più presto alla ratifica della medesima.
10. La Giunta fissa di norma al termine di ciascuna riunione la data della riunione suc­cessiva, oppure è convocata dal Segretario generale.
11. La Giunta può, altresì, essere convo­cata su richiesta di quattro membri del Con­siglio o di due membri della Giunta medesima. In caso di assoluta necessità ed urgenza la Giunta può riunirsi senza preavviso.
Art. 20 Decadenza dagli organi associativi
L’assenza, senza giustificato motivo, a tre riunioni consecutive del Consiglio direttivo o della Giunta esecutiva comporta di diritto la decadenza dalla nomina negli organi suddetti. Al componente decaduto subentra il primo dei non eletti.

Art. 21 Consiglio zonale e Assemblea zonale
1. Possono essere istituiti presso ciascuna area territoriale coincidente con i collegi elettorali multiregionali il Consiglio zona e l’As­semblea zonale.
2. Il Consiglio zonale è presieduto dal com­ponente del Consiglio direttivo eletto dal com­petente collegio elettorale ed è composto dai rappresentanti dei magistrati appartenenti al collegio medesimo. Con regolamento approvato dal Consiglio direttivo ai sensi dell’art. 16,1° comma, lett. i), verranno determinate le mo­dalità secondo le quali dovranno essere desi­gnati i rappresentanti suddetti.
3. II Consiglio zonale coordina l’attività as-sociativa a livello locale, formula proposte e pareri per il Consiglio direttivo e può chie­derne all’unanimità la convocazione.
4. L’Assemblea zonale può essere istituita e convocata dal rispettivo Consiglio zonale ed è formata da tutti i magistrati in servizio pres­so gli organi della giustizia amministrativa ap­partenenti al collegio elettorale multiregionale corrispondente.
5. L’Assemblea zonale, oltre i poteri del Consiglio zonale, può assumere, d’intesaconil Consiglio direttivo, iniziative culturali e di studio, compresa l’organizzazione di convegni e può chiedere, a maggioranza dei membri, la convocazione dell’Assemblea generale.
6. Due Assemblee zonali possono, altresì, chiedere con la stessa maggioranza, che sia convocata l’Assemblea generale per discutere una mozione di sfiducia del Consiglio diret­tivo. Le votazioni avvengono con le stesse mo­dalità previste per l’Assemblea generale.

Art. 22 Rappresentanti dei magistrati
Presso ciascun organo della giustizia am­ministrativa è eletto — per la stessa durata delle altre cariche sociali e con possibilità di riconferma — un rappresentante con il com­pito di mantenere i collegamenti con gli organi direttivi dell’Associazione e di rappresentare eventuali proposte o iniziative.

Art. 23 Collegio dei revisori
1. Il Collegio dei revisori è composto da tre soci.
2. Il Collegio dei revisori ha il compito di:
a) esercitare il controllo sulla gestione economica e patrimoniale dell’Associazione;
b) redigere la relazione sui bilanci.
3. I membri del Collegio dei revisori sono eletti dall’Assemblea generale su base nazio­nale, insieme ai membri del Consiglio diret­tivo, con voto personale non delegabile e con un numero di preferenze non superiore a due. Essi rimangono in carica per tutta la durata del mandato del Consiglio direttivo.

Alt. 24 Gratuità delle cariche
Tutte le cariche sociali sono gratuite ed hanno la durata di due anni. E’ ammessa la rieleggibilità.

Art. 25 Modifiche allo Statuto
1. Le modifiche al presente Statuto sono proposte dal Consiglio direttivo su richiesta di almeno un sesto dei soci.
2. Le modifiche debbono essere approvate dall’Assemblea generale con la maggioranza dei due terzi dei votanti.

Art.26
1. Lo scioglimento dell’Associazione è deli­berato dall’Assemblea generale con la maggio­ranza dei due terzi dei votanti.
2. In tal caso l’Assemblea stessa provvede alla nomina di un liquidatore ed alla devolu­zione del fondo residuo ad un istituto di pre­videnza o di beneficenza.

NORMA TRANSITORIA
(alla riforma dello Statuto approvata dall’Assemblea generale dell’11 febbraio 1995). In via transitoria, per la prima elezione del Consiglio direttivo e della Giunta esecu­tiva successiva all’approvazione della presente norma, tre posti del Consiglio direttivo del collegio nazionale ed un posto della Giunta esecutiva sono riservati a soci con qualifica di referendario o primo referendario. All’ele­zione per i posti di riserva si procede con le stesse modalità indicate dagli art. 17 e 19 per l’elezione rispettivamente del Consiglio diret­tivo e della Giunta esecutiva.

REGOLAMENTO PER L’ISTITUZIONE DEI CONSIGLI
E DELLE ASSEMBLEE ZONALI

Il Consiglio direttivo, facendo proprio il mandato conferitegli dall’Assem­blea dell’A.N.M.A. tenutasi a Roma il 22.6.1996 in tema di attuazione ed esecuzione dell’art. 21 dello Statuto dell’A.N.M.A.

delibera

ai sensi dell’ari 16 lett. i) dello Statuto stesso il seguente regolamento:

1. Le elezioni del Consiglio zonale vengono indette dal Consiglio direttivo entro un mese dal proprio insediamento.
2. Ogni Consiglio zonale sarà composto da un numero di rappresentanti pari a 1/5 dei soci in servizio presso gli organi di G.A. appartenenti al rispettivo collegio elettorale.
3. L’elettorato attivo e quello passivo di ciascun collegio elettorale sono quelli indicati dall’art. 17,3° comma, dello Statuto.
4. Le elezioni si terranno, dalle ore 10 alle ore 18, nella data fissata dal
Consiglio direttivo presso le sedi giudiziarie individuate dal medesimo nell’ambito dei singoli collegi, ove saranno costituiti seggi elettorali composti da tre magistrati, da designarsi da parte del Consiglio stesso entro venti giorni dalla data delle elezioni.
5. Ciascun socio interessato a candidarsi quale rappresentante del Consiglio zonale dovrà presentare la propria candidatura ad un compo­nente del seggio elettorale entro 7 giorni dalla data delle elezioni.
6. Le schede elettorali saranno predisposte a cura del seggio elettorale e conterranno l’indicazione dei nomi dei candidati.
Ciascun elettore ha la possibilità di designare nella propria scheda. tracciando un segno di croce accanto al nominativo del prescelto, un numero di candidati non superiore alla metà di quelli da eleggere.
È consentito, comunque, il voto postale.
7. I componenti del seggio elettorale procederanno alla proclamazione degli eletti al termine delle operazioni di scrutinio, che inizieranno dopo la scadenza del termine fissato per il voto postale.
8. Eventuali reclami dovranno essere proposti, entro tre giorni dalla pro­clamazione, al competente seggio elettorale che deciderà entro tre giorni.
9. Avverso la predetta decisione o ammesso ulteriore reclamo al Consiglio direttivo entro 5 giorni dalla comunicazione della decisione stessa.
Entro 10 giorni dalla presentazione del reclamo il Consiglio direttivo decide in via definitiva.
10. Il Consiglio zonale è presieduto ai sensi dell’art. 21, 2° comma, dello Statuto dal componente del Consiglio direttivo eletto dal competente collegio elettorale o, in mancanza, dal candidato risultato eletto con maggior numero di suffragi. A parità di voti prevale il più anziano di età.
11. Il Consiglio zonale procede all’istituzione dell’Assemblea zonale che è formata da tutti i soci in servizio presso gli organi dellaG.A. appartenenti al corrispondente collegio elettorale.
12. Il Consiglio zonale deve convocare l’Assemblea zonale almeno due volte all’anno e tutte le volte in cui ne faccia richiesta un quinto dei componenti della stessa.
13. In sede di prima attuazione del presente regolamento il Consiglio direttivo indice le elezioni dei Consigli zonali entro trenta giorni dalla sua adozione.