Magistrati Amministrativi | Numero chiuso all’Università e attacchi di stampa – il TAR è garanzia di legalità dell’azione della PA: critiche ingiuste e disinformate
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Numero chiuso all’Università e attacchi di stampa – il TAR è garanzia di legalità dell’azione della PA: critiche ingiuste e disinformate

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Numero chiuso all’Università e attacchi di stampa – il TAR è garanzia di legalità dell’azione della PA: critiche ingiuste e disinformate

Testo del deliberato della Giunta esecutiva dell’ANMA adottato in data 6.9.2017

La Giunta esecutiva dell’Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi (A.N.M.A.) rileva che -a seguito dell’adozione dell’ordinanza cautelare n. 4478 del 31.08.2017 del T.A.R. del Lazio, sez. III con cui è stata sospesa l’efficacia dei provvedimenti mediante i quali l’Università Statale di Milano ha limitato l’accesso ai corsi di laurea in alcune materie “umanistiche” (cd. numero chiuso)- è scaturita una nuova campagna di stampa che, lungi dal limitarsi a criticare nel merito la pronuncia, si è in molti casi risolta in un’aprioristica critica del giudice amministrativo e del sindacato da questi esercitato.

Il dibattito è ancora una volta parso immune dalla consapevolezza dell’esistenza del principio di legalità dell’azione della pubblica amministrazione secondo cui ogni potere amministrativo deve essere previsto e regolato dalla legge e deve poter essere sottoposto alla valutazione di un giudice indipendente, il giudice amministrativo, affinché verifichi la conformità del potere esercitato con la legge di riferimento.

La critica della menzionata pronuncia cautelare, peraltro diffusamente motivata, è per lo più apparsa concentrata sull’essere il cd. numero chiuso giusto o meno, sovente omettendo di considerare che il T.A.R. del Lazio, competente per essere stati impugnati anche degli atti statali, doveva limitarsi a giudicare, pur nella sommarietà tipica della fase cautelare, della conformità a legge dei provvedimenti impugnati e non certo della giustezza in sé del numero chiuso, valutazione rimessa al legislatore e, poi, all’amministrazione.

Nel desolante quadro appena descritto, il quotidiano “Libero” ha pubblicato in data 05.09.2017 un editoriale a firma di Vittorio Feltri infarcito, oltre che di inesattezze, di giudizi e di espressioni apertamente denigratorie dei giudici amministrativi.

Occorre ribadire in proposito che: i Tribunali Amministrativi (i TT.AA.RR.) hanno l’attributo di “regionali” solo perché hanno una competenza territoriale, appunto, regionale come, del resto, previsto dalla costituzione; i Tribunali Amministrativi Regionali non hanno alcun legame con l’ente-Regione se non quella di giudicare anche gli atti di tale ente oltre che delle altre amministrazioni statali e locali operanti nel territorio regionale; l’amministrazione della Giustizia Amministrativa (Consiglio di Stato e Tribunali Amministrativi Regionali), con spiccati tratti di autonomia, afferisce alla Presidenza del Consiglio dei Ministri analogamente a quanto avviene per la Giustizia Ordinaria con il Ministero della Giustizia; i magistrati amministrativi sono selezionati a mezzo di severe procedure concorsuali nazionali di secondo grado cui, infatti, possono essere ammessi esclusivamente candidati provenienti dalla magistratura ordinaria, dall’avvocatura dello stato, dai ruoli dirigenziali e direttivi della pubblica amministrazione oltre che dall’avvocatura.

Tanto premesso, la Giunta esecutiva dell’ANMA:

  • esprime pieno sostegno alla sollecita risposta fornita a “Libero” dal Segretariato generale;
  • auspica che in futuro si perseveri nel destinare massima attenzione alla comunicazione istituzionale anche prevedendo un raccordo diretto tra l’Ufficio stampa della G.A. e i singoli Tribunali Amministrativi;
  • rimette al consiglio direttivo la valutazione in merito all’attivazione di ulteriori possibili forme di tutela (es. querela, azione risarcitoria) e all’assunzione di ogni iniziativa idonea a manifestare al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri il disagio con cui i giudici amministrativi vivono, negli ultimi mesi, la propria funzione, oggetto di critiche non già legittimamente rivolte al contenuto di specifiche decisioni ma, sovente, alla stessa ragion d’essere della Giurisdizione Amministrativa;
  • chiede l’adozione di una pratica a tutela ai sensi dell’ art. 38 bis del regolamento interno del Consiglio di Presidenza approvato nella seduta del 14 gennaio 2010.

Il Segretario Generale

Luca Cestaro

 

I componenti della Giunta

Vincenzo Blanda

Ettore Manca

Ines Simona Pisano 

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