Magistrati Amministrativi | I magistrati amministrativi contrari alla modifica della composizione dell’organo di autogoverno
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I magistrati amministrativi contrari alla modifica della composizione dell’organo di autogoverno

I magistrati amministrativi contrari alla modifica della composizione dell’organo di autogoverno

Documento approvato dalla Giunta in data 29.09.2016

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI AMMINISTRATIVI – A.N.M.A.

Giunta Esecutiva

Presso: T.A.R. del Lazio – Via Flaminia, 189 – 00196 ROMA

Tel./Fax 06.3202929 – email: info@anmadirettivo.it

 

La Giunta A.N.M.A.,

convocata d’urgenza dopo aver appreso dell’intervenuta approvazione in Commissione giustizia della Camera dei deputati dell’emendamento n. 7.105 proposto dall’on. Ermini al D.L. n. 168/2016, diretto ad incidere sull’art. 7 della legge n. 186/82 che regola la composizione del C.P.G.A., organo di auto-governo della giustizia amministrativa, intende esprimere sconcerto per le modalità e la tempistica dell’intervento oltre che perplessità e viva preoccupazione per il relativo contenuto.

Premesso che l’emendamento suddetto incrementa il numero complessivo dei componenti da 15 a 17, attraverso la previsione di due ulteriori componenti di diritto in aggiunta al Presidente del Consiglio di Stato, identificandoli nel Presidente aggiunto dello stesso Consiglio di Stato e nel Presidente di Tar con maggiore anzianità di servizio, sottraendoli al previsto meccanismo elettivo dell’organo;

in proposito, la Giunta A.N.M.A. osserva:

  • a) l’intervento prevarica senza alcun dubbio i legittimi confini della decretazione d’urgenza, in assenza dei relativi presupposti presentando, quindi, chiari profili di incostituzionalità (v., fra le altre, Corte Costituzionale, 19/07/2013, n. 220);
  • b) il C.P.G.A. presenta una composizione che rispecchia la complessità dell’articolazione del corpus magistratuale sottostante, consegnata dall’evoluzione storica e preordinata a garantire un’adeguata rappresentanza di ciascuna componente,“in attesa del generale riordino dell’ordinamento della giustizia amministrativa sulla base della unicità di accesso e di carriera”, secondo quanto recita in apertura l’art. 7 della legge n. 186/82, sul quale oggi il contestato emendamento ha inteso incidere in modo asistematico;
  • c) l’odierna articolazione dell’Organo di autogoverno è il risultato dell’evoluzione del plesso nel senso della valorizzazione delle funzioni giurisdizionali così da garantire i valori costituzionali dell’indipendenza dal potere politico all’esterno e dell’indipendenza reciproca di ciascuna componente all’interno;
  • d) l’emendamento di cui si tratta determina l’alterazione delle quote di rappresentanza delle singole componenti del plesso incidendo sull’equilibrio raggiunto nel tempo all’interno dell’organo di autogoverno, e ciò minando la rappresentatività dell’organo medesimo mediante la marginalizzazione della rappresentanza dei magistrati dei TAR che pure costituiscono la stragrande maggioranza dei magistrati in servizio;
  • e) l’emendamento in esame, quindi, anche perché sganciato da una considerazione più ampia delle problematiche legate alla disomogeneità del plesso, costituisce un vulnus all’esercizio dell’autogoverno e –conseguentemente- all’indipendenza nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali, accentuando la gerarchizzazione dei rapporti tra magistrati incompatibilmente con il precetto costituzionale secondo cui “i magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni” (art. 107 co. 3 Cost.);
  • f) l’intervento in questione, dunque, si traduce in un passo indietro nel percorso evolutivo della giustizia amministrativa, riproponendo un modello superato nel tempo e incompatibile con l’attuale assetto costituzionale delle magistrature, fondato sul principio dell’autogoverno inteso come garanzia dell’indipendenza esterna ed interna;
  • g) l’emendamento si inserisce in un contesto in cui le scelte politiche sembrano non essere adeguatamente improntate al rispetto della piena indipendenza dell’esercizio delle funzioni giurisdizionali, come dimostrato, fra l’altro delle recenti  nomine governative dei Consiglieri di Stato, individuati, in taluni casi, in soggetti rispetto a cui è lecito dubitare del possesso della elevatissima professionalità necessaria e, comunque, anche in tempi recenti, legati a esperienze politiche o governative.

La Giunta ANMA, pertanto, chiede il ritiro dell’emendamento in oggetto, riservandosi ogni forma di incisiva protesta, fino alla valutazione dell’opportunità delle dimissioni dal C.P.G.A. della componente TAR in carica; contestualmente dichiarando la totale disponibilità dell’Associazione a dialogare, invece, su interventi più meditati e di ampio respiro.

La Giunta:

Fabio Mattei

Luca Cestaro

Marco Poppi

Già Serlenga

Silvio Silvestri

 

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